APIMAI Ravenna: bilancio e obiettivi


Tassinari: “Più contoterzismo e aggregazione per rinnovare l’agricoltura“.
Tamburini: “Servono misure per l'innovazione 4.0 solo per i contoterzisti”

RAVENNA - Tra Ravenna e Bologna il 40% del terreno seminativo è lavorato con gli strumenti dell'agricoltura di precisione. Una percentuale che colloca quest'area al primo posto in Italia per uso di tecnologie come gps e rateo variabile e ben oltre la media nazionale del 1%. Inoltre, se si guardasse solo alla Romagna, l’obiettivo fissato dal ministero delle Politiche agricole di raggiungere entro il 2020 il 10% di SAU lavorata con strumenti di precisione sarebbe già abbondantemente superato. È quanto emerso sabato scorso nel corso dell'assemblea annuale dei contoterzisti Apimai Ravenna. All'assemblea sono intervenuti, tra gli altri, il presidente di UNCAI Aproniano Tassinari, il presidente di APIMAI Ravenna Roberto Tamburini, il direttore Roberto Scozzoli, CIA e Confagricoltura Ravenna. Presenti anche Emiliana Serbatoi, Mazzotti srl, Syngenta, Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna e Consorzio Agrario di Ravenna come sponsor della giornata. In apertura il direttore APIMAI Roberto Scozzoli ha puntato il dito contro la burocrazia e i suoi cavilli che si traducono in dispendio di risorse: “Una piaga insopportabile per lo sviluppo del comparto che APIMAI cerca di alleggerire facendo sentire agli associati la sua vicinanza in campagna, affiancandoli nelle diverse fasi di sviluppo della loro attività imprenditoriale con servizi utili e vantaggiosi, anche di tipo commerciale, e garantendo efficienza ed efficacia tutto l’anno e un bilancio in pareggio”.

L’agricoltura sta attraversando una fase importante di sviluppo tecnologico. La globalizzazione costringe le imprese a rinnovarsi per stare al passo e i contoterzisti sono sempre più centrali per lo sviluppo delle tecnologie e per garantire sicurezza sul lavoro. “Ma l’agricoltura italiana sta male – ha detto Aproniano Tassinari –. Per essere competitivi e sostenibili servono funzionari ministeriali competenti e concreti. Politica e mercato chiedono una rivoluzione agricola. Affinché ci sia innovazione, occorre ammortizzare il prezzo di mezzi di grande valore, e chi può farlo? Sicuramente i contoterzisti. Non certo la maggior parte degli agricoltori che con meno di 10 ettari di terreno non sono in grado di ripagarsi l’investimento in macchinari di precisione. Serve quindi sempre più contoterzismo che lavori centinaia di ettari e servono più aggregazione, formazione e specializzazione. Il cambiamento è difficile in agricoltura, e con slogan slegati dalla realtà non si va da nessuna parte”.

I contoterzisti sono fornitori di servizi di qualità per l’agricoltura. Occorre che venga riconosciuto il loro ruolo, ha sottolineato il presidente di APIMAI Roberto Tamburini: “Il governo non ha aperto i Piani di Sviluppo Rurali ai contoterzisti. Se i PSR sono nati per dare respiro alle aziende agricole, è giusto che i beneficiari siano solo gli agricoltori. Ma l’innovazione è impossibile senza i contoterzisti. Per questo servono delle misure per l'innovazione 4.0 riservate ai contoterzisti. Anche l’agroindustria, che non è agricoltura, viene sovvenzionata. Perché i contoterzisti non sono considerati? I cittadini chiedono prodotti di qualità e il rispetto dell’ambiente. Gli agricoltori hanno a cuore la sostenibilità economica delle loro aziende. Deve essere chiaro che il contoterzismo è la risposta migliore alle richieste di cittadini e agricoltori."



Data pubblicazione

12-12-2016

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