Etichetta di qualità con i contoterzisti


La provenienza del latte in etichetta diventi lo strumento per una filiera più unita che riconosca il ruolo strategico dei Contoterzisti per l’innovazione e la qualità

 

Il decreto interministeriale che introduce l'etichettatura obbligatoria sull'origine del latte e dei derivati è un sicuro passo avanti per il settore agricolo italiano. “Il provvedimento deve tuttavia essere accompagnato da un processo di integrazione e consolidamento della filiera, volto a valorizzare le stalle e il latte italiano. Per questo, sin dalla sua costituzione, l'Unione Nazionale Contoterzisti ha scelto di dare vita ad alleanze e fare innovazione insieme ad agricoltori e agronomi, consapevoli che la frammentazione non è una base solida su cui costruire un progetto di agricoltura italiana sostenibile e pronta a raccogliere le sfide della modernità”, il commento del presidente di UNCAI Aproniano Tassinari.

L'etichettatura è prima di tutto una richiesta di trasparenza dei consumatori, che hanno il diritto di conoscere la provenienza e la qualità di ciò che portano in tavola. Gli italiani sono disposti a spendere di più per il latte prodotto in Italia, se c'è la garanzia che sia effettivamente migliore rispetto a quello proveniente da altri Paesi dell'Unione europea. “L'etichettatura – prosegue il presidente di UNCAI – è quindi un richiamo alla responsabilità per tutto il comparto agricolo. Per questo deve essere accompagnata da azioni concrete da parte delle istituzioni affinché ogni attore della filiera sia messo nella condizione di svolgere al meglio il proprio lavoro”.  

All’interno della filiera la categoria dei Contoterzisti è l’unica in grado di poter investire con regolarità sull’innovazione tecnologica e pertanto garantire una reale competitività, anche delle aziende da latte, con produzioni di foraggi di qualità a costi certi. “Il Contoterzista è un artigiano a disposizione dell’agricoltore, uno specialista della macchina e del terreno indispensabile al consolidamento e alla crescita delle imprese agricole, ma anche alla diffusione delle migliori pratiche dell’agricoltura di precisione e di soluzioni vincenti dal punto di vista ambientale”, conclude Aproniano Tassinari.



Data pubblicazione

3-6-2016

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