Buon lavoro al CREA e Salvatore Parlato


Torrisi: “Buon lavoro al nuovo Ente CREA e al commissario Parlato”

Il direttore dei Contoterzisti Italiani: “Grazie all’unione di CRA e INEA i progetti di ricerca diventeranno anche progetti di filiera con ricadute positive e immediate su tutto il comparto”

“Si parla spesso di riorganizzare  e rendere più efficace la Cosa pubblica, ma altrettanto spesso le attese vengono deluse. Con il CREA, che unisce CRA e INEA, è stato realizzato qualcosa di concreto che va in questa direzione, partendo per di più dalla ricerca”, ha detto Francesco Torrisi, direttore dell’Unione Nazionale Contoterzisti, tra gli invitati alla presentazione ufficiale del nuovo ente, frutto della riorganizzazione di tutti quelli che erano gli Enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero (i CRA, Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura ) e l’INEA (Istituto nazionale di Economia Agraria).

La presentazione presso l'auditorium del padiglione Italia ad Expo: “In mattinata il commissario straordinario del CREA, Salvatore Parlato, è interventuto come ospite all’Assemblea generale UNCAI, sempre ad Expo. Con piacere abbiamo quindi subito ricambiato l’attenzione dimostrata verso i Contoterzisti, augurandogli un buon lavoro in quello che sarà il piu grande ente ricerca dedicato all’agricolturta d’Italia”.

“Il CREA nasce con l’auspicio di rispondere alle esigenze del mondo dell’agricoltura, mantenendo comunque il contatto con i territori”, ha illustrato il commissario Parlato nel corso dell’Assemblea UNCAI. “Le premesse per realizzare una ricerca in grado di portare risultati strutturali nell’agricoltura ci sono tutte – il commento di Torrisi –. Con il CREA si parla per la prima volta della ricaduta economica che la ricerca deve garantire  già nel breve periodo. L’unione di CRA e INEA porta, infatti, una sensibilità economica nei progetti di ricerca che forse prima non era così evidente, coordinando le risorse e indicando degli obiettivi strategici, come puntare sulla proprietà intellettuale del patrimonio genetico italiano di piante e sementi. Alla base delle produzioni e della sostenibilità anche economica delle aziende ci sono, infatti, le sementi e le piante, e poter fare affindamento non solo sulla qualità del made in Italy agroalimentare, ma anche su materie prime italiane farà sicuramente la differenza”. 



Data pubblicazione

29-6-2015

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